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LA NOTIZIA SPIEGATA

Un'IA nello spazio ha appena risposto alla Terra. Con una poesia

2 novembre 2026 · 5 minuti di lettura · La notizia spiegata

Immagine illustrativa

La prima risposta dal satellite di Google

Foto: Bernt Rostad · CC BY 2.0

Il 30 ottobre Google ha annunciato un primo traguardo: un satellite di prova ha fatto girare un'IA su un chip da data center e ha mandato la risposta a terra.

Il progetto si chiama Suncatcher, «acchiappa-sole».

Cosa c'è a bordo

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Chip TPU, quelli che Google usa nei suoi data center per l'IA (in foto, un modello precedente).

Il satellite l'ha costruito Planet con Google ed è partito il 1° ottobre su un razzo di SpaceX.

La domanda e la risposta

Da terra hanno chiesto al modello Gemma 4, a bordo, un haiku sull'essere nello spazio.

È arrivato mentre il satellite passava sopra le Svalbard: «Biglia blu là sotto / i dati scorrono in silenzio / la luce delle stelle mi nutre».

Perché proprio lassù

Per l'IA servono montagne di elettricità.

Secondo Google, nell'orbita giusta un pannello solare può produrre fino a 8 volte più energia che a terra, e quasi senza pause.

Cosa deve ancora dimostrare

Che i chip reggono radiazioni e sbalzi di calore dello spazio, e lavorano bene a lungo.

Sono i prossimi test in orbita.

E adesso?

Nel 2027 Google vuole lanciare due satelliti gemelli, collegati tra loro.

È ricerca, non un prodotto: i data center nello spazio, per ora, restano un'idea da provare.

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