La prima risposta dal satellite di Google
Il 30 ottobre Google ha annunciato un primo traguardo: un satellite di prova ha fatto girare un'IA su un chip da data center e ha mandato la risposta a terra.
Il progetto si chiama Suncatcher, «acchiappa-sole».
Cosa c'è a bordo

Chip TPU, quelli che Google usa nei suoi data center per l'IA (in foto, un modello precedente).
Il satellite l'ha costruito Planet con Google ed è partito il 1° ottobre su un razzo di SpaceX.
La domanda e la risposta
Da terra hanno chiesto al modello Gemma 4, a bordo, un haiku sull'essere nello spazio.
È arrivato mentre il satellite passava sopra le Svalbard: «Biglia blu là sotto / i dati scorrono in silenzio / la luce delle stelle mi nutre».
Perché proprio lassù
Per l'IA servono montagne di elettricità.
Secondo Google, nell'orbita giusta un pannello solare può produrre fino a 8 volte più energia che a terra, e quasi senza pause.
Cosa deve ancora dimostrare
Che i chip reggono radiazioni e sbalzi di calore dello spazio, e lavorano bene a lungo.
Sono i prossimi test in orbita.
E adesso?
Nel 2027 Google vuole lanciare due satelliti gemelli, collegati tra loro.
È ricerca, non un prodotto: i data center nello spazio, per ora, restano un'idea da provare.
Su InstagramData center nello spazio: idea geniale o follia?
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